Epos. Chao Ge, la lirica della luce.

Nata da un desiderio del Maestro Chao Ge, Professore all’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino, condiviso dall’artista Ma Lin, da Nicolina Bianchi, critico d’arte, editore e direttore responsabile di Segni d’Arte e da Giancarlo Arientoli, antropologo e art director di Segni d’Arte, la mostra è curata da Claudio Strinati, noto storico dell’arte, e dalla stessa Nicolina Bianchi.
La rassegna propone un percorso espositivo che testimonia la rilevanza nel panorama artistico contemporaneo di questo pittore, che racchiude in sé due anime: quella della tradizionale nativa Mongolia Interna, a cui è tuttora legato molto profondamente, e quella della moderna Pechino, la grande città in cui ha studiato, raggiunto i primi successi e dove tuttora continua a dipingere e ad insegnare. La mostra racconta attraverso circa 100 lavori, suddivisi in due sezioni (dipinti e disegni), realizzati dal 1987 a oggi, la straordinaria storia creativa dell’artista che evidenzia la maestria con la quale domina le tecniche pittoriche.
Cultore appassionato del Rinascimento italiano, ritrattista meticoloso e notevole paesaggista, Chao Ge è l’espressione più piena della proprio terra d’origine, quella “terra del cielo blu” così definita per la spettacolare luce che tutto vivifica. Capace di andare a indagare l’invisibile oltre le apparenze, in particolar modo quando si sofferma sugli intensi ritratti umani dove accorpa alla fisicità delle persone quella delle cose, l’artista riversa continuamente sulla tela, con una nitidezza impressionante, le proprie emozioni e lo fa ogni volta che, novello Marco Polo, diventa osservatore e testimone attento dei complessi scenari asiatici.
È tuttavia evidente che, nel momento in cui ritrae paesaggi e temi che riportano alle origini, la sua arte assume quasi la forma del poema epico, “quando poi - come scrive Claudio Strinati nella sua presentazione a catalogo - dietro a certi formidabili ritratti trapelano le stelle o le montagne, si sente chiaro quel sentimento di unione universale che rende i ritratti stessi una sorta di elegia dell’umano in sé”. E questo senso di profonda umanità, per dirla ancora con le parole del curatore, “è forse il valore massimo conseguito da Chao Ge, un pittore che sa parlare sia al cuore sia alla mente, sommo tecnico e autentico poeta”.
A proposito del titolo della rassegna Nicolina Bianchi scrive: “Epos, il titolo della mostra, che secondo il termine greco, è narrare la storia di un popolo, le sue gesta, il suo importante patrimonio spirituale, tramandandone così la memoria e la sua essenziale identità, è per Chao Ge un modo di impaginare ed evocare nel dipinto la storia delle sue origini, della sua Inner Mongolia, narrandola secondo una musicale poetica di luce.”

Il catalogo della mostra è edito da Segni d'Arte.

.. Estratto dal Comunicato Stampa a cura di Paola Pacchiani ..


Pagina Segni d'Arte dedicata


Note biografiche
Chao Ge nasce nel gennaio del 1957 a Hohhot in Inner Mongolia (China). Nel 1978 supera l’esame per frequentare l’Accademia Centrale di Pechino, sezione Pittura a olio, e quattro anni dopo il primo livello universitario nello stesso ateneo. Dal 1987 insegna Pittura a Olio all’Accademia Centrale di Pechino. Nel 2008 l’Accademia di Belle Arti Repin di Russia gli conferisce il titolo di Professore Onorario.
Ha esposto le proprie opere in Cina, Russia, Canada, Stati Uniti, Francia, Italia.

Epos.
Chao Ge, la lirica della luce.


Complesso del Vittoriano - Ala Brasini
Roma, Via San Pietro in Carcere
27 luglio - 26 settembre 2017


Sotto l'Egida di
Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano

Con il Patrocinio di
Ufficio Culturale Ambasciata Repubblica Popolare Cinese

Roma Capitale

Regione Lazio

Mostra prodotta da
Segni d'Arte

In collaborazione con
Uniarts

Gestione e organizzazione
Complesso del Vittoriano - Ala Brasini
Arthemisia